Accordo Stato-Regioni 2025: cosa cambia per la formazione sicurezza

L'Accordo Stato-Regioni del 2025 ha riunito e aggiornato le regole sulla formazione alla sicurezza. Ecco le novità principali e le verifiche da fare in azienda.

5 min di letturaKronos Consulting

L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha ridisegnato il quadro della formazione alla sicurezza sul lavoro. Il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025 e affiancato da un periodo transitorio di dodici mesi ormai concluso, riunisce regole prima distribuite in più accordi. Per le aziende è l’occasione di rivedere non soltanto gli attestati, ma anche il modo in cui organizzano i corsi. Vediamo quindi che cosa comporta in pratica l’Accordo Stato-Regioni 2025.

Perché l’accordo è importante

L’articolo 37 del decreto legislativo 81 del 2008 impone al datore di lavoro di assicurare una formazione sufficiente e adeguata. L’accordo stabilisce durata, contenuti minimi e modalità dei percorsi. In passato le indicazioni si trovavano in testi differenti, con il rischio di interpretazioni disomogenee. Ora il riferimento è più organico, anche se per alcuni aspetti occorre continuare a leggere le note e i chiarimenti successivi.

Il documento riguarda datori di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori, RSPP e ASPP, coordinatori della sicurezza, formatori e alcune attrezzature. Non tutta la formazione obbligatoria rientra però in quest’unico testo: primo soccorso e antincendio, per esempio, seguono altre norme.

Il nuovo corso per i datori di lavoro

Una delle novità più note è il percorso obbligatorio per i datori di lavoro, previsto dalla riforma del 2021 e definito dall’accordo. Il modulo base ha una durata di 16 ore, con aggiornamento quinquennale di 6 ore. È un cambiamento significativo perché riconosce che chi guida l’impresa deve comprendere responsabilità, organizzazione e gestione dei rischi.

Il datore che svolge anche i compiti di RSPP continua a seguire il percorso specifico previsto per quella funzione, con le regole relative. Occorre quindi distinguere i ruoli prima di programmare i corsi.

Preposti: più attenzione e aggiornamento più frequente

Per i preposti il corso è di 12 ore e l’aggiornamento di 6 ore diventa biennale. Inoltre, per questa figura, l’accordo esclude la formazione in modalità e-learning asincrona per il percorso base, che deve svolgersi in presenza o in videoconferenza sincrona, secondo le regole previste.

Per molte aziende significa rivedere le scadenze interne e individuare correttamente chi svolge davvero funzioni di preposto, anche quando non viene chiamato formalmente in questo modo.

Modalità di erogazione

L’accordo distingue tra presenza, videoconferenza sincrona, e-learning e modalità mista. Alcune regole operative meritano particolare attenzione:

  • massimo 30 partecipanti per le parti teoriche;
  • rapporto docente-partecipanti non superiore a 1 a 6 nelle attività pratiche;
  • frequenza minima del 90% della durata;
  • in videoconferenza, ogni partecipante deve collegarsi con un proprio dispositivo;
  • non è ammesso l’uso dello smartphone per seguire i corsi;
  • le piattaforme e-learning devono garantire tracciabilità, partecipazione e verifiche.

Sono requisiti che incidono direttamente sull’organizzazione. Una sala con un unico schermo per più lavoratori collegati a distanza non è più una soluzione accettabile.

Verifica finale e verifica di efficacia

La verifica finale di apprendimento è obbligatoria per tutti i corsi. Può basarsi su test, colloqui, simulazioni o prove pratiche. Nei test previsti l’esito positivo si raggiunge con almeno il 70% di risposte corrette. Il verbale deve documentare modalità ed esiti.

Accanto a questa c’è un’altra attenzione: il datore di lavoro è chiamato a verificare l’efficacia della formazione nel tempo. Il tema non è più soltanto se il lavoratore abbia superato il test, ma se ciò che ha imparato abbia prodotto cambiamenti nei comportamenti e nella prevenzione.

Attestati, crediti e conservazione

L’accordo interviene anche su attestati, riconoscimento dei crediti e conservazione dei documenti, tra cui il fascicolo del corso. Prima di fare riferimento a un attestato già posseduto conviene verificare data, soggetto formatore, contenuti e validità rispetto alla nuova mansione. Il cambio di ruolo può richiedere ulteriori percorsi anche se il corso precedente è valido.

Le aziende dovrebbero inoltre ricordare che la formazione va svolta durante l’orario di lavoro e senza oneri economici per i lavoratori, come previsto dal decreto 81.

Che cosa dovrebbe fare un’impresa adesso

Una revisione può essere organizzata in pochi passaggi:

  • aggiornare l’elenco di ruoli e mansioni;
  • identificare datore di lavoro, dirigenti e preposti effettivi;
  • controllare scadenze e validità degli attestati;
  • verificare il soggetto formatore e la modalità di erogazione;
  • programmare i corsi mancanti e gli aggiornamenti;
  • documentare la verifica di efficacia.

Questa attività va condivisa con RSPP, medico competente e, quando opportuno, con gli RLS. In alcuni casi può emergere la necessità di approfondire temi legati a nuove attrezzature o a rischi specifici.

Domande frequenti

Gli attestati ottenuti prima dell’accordo restano validi?

In molti casi sì, se conformi alle regole applicabili e nel rispetto degli aggiornamenti. Vanno però controllati contenuti, durate e scadenze, soprattutto in caso di nuove figure o attrezzature.

Tutti i corsi possono essere online?

No. L’accordo fissa limiti e condizioni per ciascuna modalità. Le parti pratiche, per esempio, richiedono un’attività in presenza quando previste.

Un aggiornamento da inserire nel sistema

L’accordo può essere vissuto come un nuovo adempimento, ma offre un’opportunità: passare da corsi isolati a un sistema ordinato. Kronos Consulting organizza percorsi formativi per le imprese, compresa l’area sicurezza sul lavoro, con attenzione alle esigenze dell’organizzazione. Se vuoi controllare da dove partire, richiedi informazioni.

Le informazioni di questo articolo sono aggiornate a novembre 2026 e hanno carattere generale. Norme e regolamenti possono cambiare: verifica sempre i testi vigenti e confrontati con i tuoi consulenti.

La tua impresa ha un progetto di crescita? Partiamo dalle competenze.

Contattaci per individuare le opportunità formative più adatte alla tua organizzazione.