Molte aziende utilizzano già strumenti di intelligenza artificiale, talvolta senza una scelta formale: un assistente per scrivere testi, una funzione integrata nel gestionale, un software che analizza dati. Il regolamento europeo sull’IA, noto come AI Act, ha portato l’attenzione anche sulle competenze delle persone che usano questi sistemi. Il tema AI Act alfabetizzazione riguarda quindi molte più imprese di quanto si creda.
Che cosa prevede l’articolo 4
L’articolo 4 del regolamento (UE) 2024/1689 riguarda l’alfabetizzazione in materia di IA. Si applica dal 2 febbraio 2025 e chiama in causa fornitori e deployer, cioè le organizzazioni che utilizzano sistemi di IA sotto la propria autorità in ambito professionale. L’uso puramente personale resta fuori da questa disciplina.
Il concetto di alfabetizzazione comprende le competenze e le conoscenze utili a fare un uso informato dei sistemi, a comprendere opportunità e rischi e a riconoscere i possibili danni. Non significa trasformare tutti in tecnici, ma assicurare un livello adeguato al ruolo e al contesto.
Che cosa è cambiato con il Digital Omnibus
Il legislatore europeo è intervenuto con il cosiddetto Digital Omnibus, approvato nel 2026, che incide su alcune scadenze del regolamento e sulla formulazione dell’articolo 4. Secondo le ricostruzioni disponibili, il testo passa da un obbligo di garantire a un impegno a sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione, senza imporre un livello specifico, e rimodula le scadenze per i sistemi ad alto rischio.
Trattandosi di una materia in evoluzione, conviene verificare il testo consolidato e la sua entrata in vigore con il proprio consulente. Dal punto di vista pratico, però, la direzione non cambia: un’azienda che usa l’IA ha tutto l’interesse a formare le persone e a documentare ciò che fa.
Cosa significa per le PMI
Anche una piccola impresa può essere considerata utilizzatrice, se impiega strumenti di IA nell’attività professionale. Le domande utili sono concrete: chi usa questi strumenti? Per quali attività? Quali dati vengono inseriti? I risultati vengono controllati? Esiste una regola condivisa?
Non è necessario partire da un programma complesso. È più importante iniziare da una fotografia reale, spesso diversa da quanto ipotizzato dalla direzione.
Un percorso in cinque passaggi
Un approccio sostenibile può essere il seguente:
- mappare strumenti, utilizzatori e finalità;
- distinguere usi a basso impatto da quelli più delicati;
- definire poche regole operative su dati, verifica e responsabilità;
- progettare una formazione calibrata sui ruoli;
- documentare le attività e aggiornarle nel tempo.
Questa impostazione consente anche di capire se esistono usi vicini ad ambiti sensibili, come selezione del personale o decisioni su clienti e lavoratori, che richiedono un approfondimento specifico.
Quali contenuti deve avere la formazione
Un percorso di base dovrebbe chiarire che cosa sono l’IA generativa e l’apprendimento automatico, perché possono sbagliare, come riconoscere errori e bias, quali dati non vanno condivisi e come usare correttamente i risultati. A questo si aggiungono esercitazioni collegate al lavoro quotidiano.
Il personale amministrativo avrà esigenze diverse da chi lavora nel marketing o nelle risorse umane. Per la direzione può essere utile un focus su governance, responsabilità, contratti con i fornitori e scelta degli strumenti.
Non basta un corso online
Un video generico può spiegare i concetti, ma raramente cambia i comportamenti. Sono più efficaci attività pratiche: verificare un testo generato, riscrivere un prompt, individuare informazioni da non inserire, confrontare fonti. Se il corso viene collegato alle regole aziendali, le persone sanno come comportarsi il giorno dopo.
Anche la formazione va aggiornata. Strumenti e funzioni cambiano rapidamente, e un breve momento periodico può essere più utile di un unico corso lungo.
Documentare le attività
Conviene conservare informazioni essenziali: partecipanti, date, contenuti, materiali, policy e revisioni. Una documentazione ordinata può aiutare l’azienda a dimostrare attenzione e a organizzare meglio gli aggiornamenti. Anche se l’articolo 4 non prevede una sanzione diretta specifica, secondo alcune analisi le misure organizzative possono incidere sul giudizio complessivo in caso di altre violazioni.
Il quadro italiano
In Italia la legge 132 del 2025 ha introdotto disposizioni in materia di intelligenza artificiale, con attenzione anche al lavoro e alle professioni intellettuali, per le quali è previsto un obbligo informativo verso il cliente sull’uso di sistemi di IA. Le imprese e i professionisti dovrebbero considerare queste regole insieme alle normative su privacy, sicurezza dei dati e proprietà intellettuale.
Domande frequenti
L’articolo 4 riguarda chi usa solo un assistente generativo?
Secondo le interpretazioni disponibili, l’uso professionale di questi strumenti può rientrare nell’ambito dei deployer. Conviene valutare il proprio caso e calibrare la formazione sul ruolo.
Esiste un attestato obbligatorio?
Il regolamento non impone un unico attestato o una durata fissa. È però utile documentare ciò che è stato fatto.
Iniziare in modo concreto
L’alfabetizzazione è un’occasione per usare meglio strumenti che molte persone stanno già sperimentando. Kronos Consulting può aiutarti a costruire percorsi sulle competenze digitali, valutando anche gli eventuali strumenti di formazione finanziata. Per un primo confronto puoi contattarci. Per l’interpretazione del regolamento sul tuo caso specifico è opportuno un parere legale.
Le informazioni di questo articolo sono aggiornate a novembre 2026 e hanno carattere generale. Norme e regolamenti possono cambiare: verifica sempre i testi vigenti e confrontati con i tuoi consulenti.


