Preposto alla sicurezza: chi è, cosa fa e quale corso deve seguire

Il preposto ha un ruolo decisivo nella prevenzione quotidiana. Scopri chi è, quali compiti svolge, come va individuato e quale formazione è prevista.

5 min di letturaKronos Consulting

Nella vita quotidiana di un’azienda, il preposto è spesso la persona più vicina alle attività operative. Sovrintende al lavoro, osserva i comportamenti e può intervenire prima che una situazione rischiosa si trasformi in un infortunio. Le modifiche degli ultimi anni hanno reso questo ruolo ancora più centrale, sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello formativo. Ecco che cosa deve sapere un’impresa sul preposto alla sicurezza.

Chi è il preposto

Il decreto legislativo 81 del 2008 definisce il preposto come la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico, sovrintende alle attività lavorative e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute. Controlla la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercita un funzionale potere di iniziativa.

Un elemento importante è che il ruolo può esistere nei fatti. Un capo reparto, un caposquadra o un responsabile di turno può svolgere queste funzioni anche se in azienda viene chiamato in altro modo. Per questo è necessaria un’analisi dell’organizzazione reale.

L’individuazione del preposto

Con le modifiche introdotte dal decreto-legge 146 del 2021, il datore di lavoro e il dirigente devono individuare il preposto o i preposti per l’effettuazione delle attività di vigilanza. Anche nei contratti e negli accordi collettivi può trovare spazio il tema dell’emolumento spettante a queste figure, senza che ciò comporti pregiudizio per lo svolgimento dei compiti.

Formalizzare l’incarico è una buona pratica: chiarisce responsabilità, area di competenza e strumenti a disposizione. Serve inoltre a evitare che qualcuno si trovi a ricoprire il ruolo senza una consapevolezza adeguata e senza formazione.

I compiti principali

L’articolo 19 del decreto 81 descrive gli obblighi del preposto. In sintesi, deve:

  • sovrintendere e vigilare sull’osservanza degli obblighi di legge e delle disposizioni aziendali;
  • intervenire in caso di comportamenti non conformi, modificandoli con le necessarie indicazioni;
  • in caso di mancata attuazione o persistenza, interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori diretti;
  • verificare che accedano alle zone a rischio grave e specifico soltanto i lavoratori adeguatamente istruiti;
  • informare tempestivamente i lavoratori esposti a un pericolo grave e immediato;
  • segnalare deficienze di mezzi, attrezzature e dispositivi, nonché ogni condizione di pericolo rilevata;
  • se necessario, interrompere temporaneamente l’attività in caso di deficienze e segnalare le non conformità.

Sono funzioni che richiedono competenza tecnica, ma anche capacità di comunicazione e autorevolezza.

Quale corso è previsto

L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 prevede per il preposto un corso di 12 ore e un aggiornamento di 6 ore ogni due anni. Il percorso non può svolgersi in e-learning asincrono: deve tenersi in presenza o in videoconferenza sincrona, secondo le regole previste. Resta necessaria la verifica finale di apprendimento.

Per le aziende significa aggiornare gli scadenzari che magari prevedevano ancora una cadenza diversa. Anche il cambio di azienda o di ruolo deve essere valutato con attenzione, considerando validità e pertinenza degli attestati esistenti.

Non solo norme: le competenze relazionali

Conoscere gli obblighi non è sufficiente. Il preposto deve saper richiamare un collega, spiegare perché una procedura non può essere saltata e reggere la pressione dei tempi di produzione. Spesso si trova in una posizione complessa: appartiene alla squadra, ma deve far rispettare le regole.

Una buona formazione dovrebbe quindi includere simulazioni di situazioni reali, per esempio come reagire a un collega che non indossa i dispositivi di protezione o come segnalare un guasto quando il reparto è sotto pressione. Il corso è molto più utile quando si lavora su casi vicini all’azienda.

Il ruolo dell’organizzazione

Un preposto non può svolgere bene il proprio compito se è lasciato solo. Il datore di lavoro e i dirigenti devono garantire poteri coerenti, tempo per controllare e canali chiari per le segnalazioni. Se ogni segnalazione viene ignorata o se la produzione prevale sempre sulla prevenzione, anche un preposto preparato perde efficacia.

Una riunione periodica tra preposti, RSPP e direzione può aiutare a trattare problemi ricorrenti, condividere soluzioni e aggiornare le procedure sulla base di ciò che accade davvero.

Come valutare se la formazione funziona

L’efficacia si osserva nel tempo. Si possono controllare il numero e la qualità delle segnalazioni, la presenza di comportamenti non conformi, la tempestività degli interventi o l’esito di check-list di reparto. L’accordo del 2025 richiama proprio l’importanza di verificare il cambiamento prodotto dalla formazione.

Domande frequenti

In una piccola azienda serve un preposto?

Se qualcuno sovrintende al lavoro e svolge di fatto queste funzioni, il tema va affrontato anche in una piccola impresa. Conviene analizzare l’organizzazione con l’RSPP.

Il preposto risponde personalmente?

Il decreto 81 gli attribuisce obblighi propri e prevede responsabilità in caso di violazione. Il perimetro concreto dipende dal caso e dai poteri effettivamente attribuiti.

Formare i preposti con metodo

Identificare correttamente i preposti, offrire contenuti pertinenti e monitorare i risultati trasforma un obbligo in un rafforzamento concreto della prevenzione. Kronos Consulting organizza percorsi nell’area sicurezza sul lavoro e lavora con le imprese per adattarli al loro contesto. Puoi richiedere informazioni per programmare formazione e aggiornamenti.

Le informazioni di questo articolo sono aggiornate a novembre 2026 e hanno carattere generale. Norme e regolamenti possono cambiare: verifica sempre i testi vigenti e confrontati con i tuoi consulenti.

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