Corso sicurezza per datori di lavoro: cosa prevede il percorso di 16 ore

La formazione dei datori di lavoro è ora definita dall'Accordo Stato-Regioni del 2025. Vediamo a chi si rivolge il corso di 16 ore e come programmarlo.

4 min di letturaKronos Consulting

Per molti anni l’attenzione sulla formazione alla sicurezza si è concentrata su lavoratori, preposti e figure tecniche. La riforma del 2021 e l’Accordo Stato-Regioni del 2025 hanno reso esplicito un altro passaggio: anche il datore di lavoro deve seguire un percorso specifico. Non è solo un adempimento, perché riguarda direttamente chi prende le decisioni organizzative. Il corso sicurezza datori di lavoro merita perciò una programmazione attenta.

Da dove nasce l’obbligo

Il decreto-legge 146 del 2021 ha modificato l’articolo 37 del decreto legislativo 81 del 2008, prevedendo che anche il datore di lavoro riceva una formazione adeguata per lo svolgimento dei propri compiti. L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha definito il percorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025.

Il corso ha una durata minima di 16 ore e prevede un aggiornamento di 6 ore ogni cinque anni. Le regole di dettaglio, comprese le modalità, vanno lette nell’accordo e nei chiarimenti successivi.

Chi deve seguire il corso

Il riferimento è il datore di lavoro così come definito dal decreto 81: il titolare del rapporto di lavoro o, comunque, il soggetto che ha la responsabilità dell’organizzazione e i poteri decisionali e di spesa. Nelle società va quindi individuato chi riveste effettivamente questo ruolo, soprattutto nelle strutture con più amministratori o sedi.

L’individuazione non va data per scontata. Procure, deleghe e assetti societari possono incidere sull’analisi, ma la delega di funzioni non elimina di per sé tutti gli obblighi. In situazioni complesse è opportuno un confronto con un professionista.

Che differenza c’è con il corso RSPP

Il datore di lavoro che, nei casi consentiti, svolge direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione deve seguire uno specifico percorso per quel ruolo. Il corso di 16 ore riguarda invece il datore di lavoro in quanto tale, a prescindere dall’incarico di RSPP.

Sono quindi due livelli da non confondere. L’accordo disciplina anche il coordinamento tra i diversi percorsi e il riconoscimento di crediti in determinate situazioni. Prima di iscriversi conviene verificare gli attestati esistenti e la posizione effettiva.

Quali contenuti affronta

Il percorso è orientato alla responsabilità e alla gestione, più che ai dettagli tecnici. Tra i temi ricorrono normalmente:

  • quadro normativo, soggetti del sistema di prevenzione e responsabilità;
  • organizzazione e modelli di gestione della sicurezza;
  • valutazione dei rischi e ruolo del datore di lavoro;
  • gestione di appalti, interferenze e figure coinvolte;
  • informazione, formazione e addestramento in azienda;
  • vigilanza, indicatori e miglioramento continuo.

L’obiettivo è consentire a chi guida l’impresa di fare domande pertinenti, valutare le informazioni ricevute e prendere decisioni consapevoli.

Perché interessa anche il business

La sicurezza non è separata dalla gestione aziendale. Assunzione di nuove risorse, turni, acquisti, scelte dei fornitori, ritmi produttivi e subappalti possono influire sui rischi. Quando il datore di lavoro comprende questi collegamenti, riesce a inserire la prevenzione nelle decisioni, invece di considerarla un elemento separato.

Il corso può anche migliorare il dialogo con RSPP, medico competente, RLS e consulenti. Non significa sostituirsi ai tecnici, ma saper valutare priorità e implicazioni.

Come organizzare la partecipazione

Per un imprenditore trovare 16 ore può sembrare difficile. Spesso conviene distribuirle su più sessioni, verificando che la modalità sia ammessa. L’importante è partecipare attivamente, evitando di seguire il corso mentre si gestiscono altre attività. In videoconferenza, tra l’altro, le regole richiedono un collegamento individuale e una partecipazione tracciabile.

Occorre conservare l’attestato e inserire la scadenza dell’aggiornamento nello scadenzario generale dell’azienda. La frequenza minima e la verifica finale devono essere rispettate come per gli altri corsi.

Portare il corso in azienda

Al termine del percorso, un buon esercizio è confrontare quanto appreso con la propria organizzazione. Chi sono i preposti? L’organigramma della sicurezza è aggiornato? Le segnalazioni arrivano e vengono gestite? La formazione è programmata o gestita in emergenza? Come sono selezionati e coordinati gli appaltatori?

Bastano poche domande per ricavare un piano di miglioramento. Questo trasforma le ore di aula in decisioni, responsabilità assegnate e scadenze chiare.

Domande frequenti

Se ho già frequentato il corso RSPP devo seguire anche quello da 16 ore?

Dipende dalla tua posizione e dalle regole su crediti ed esoneri previste dall’accordo. Conviene far esaminare gli attestati esistenti prima di iscriverti.

Si può delegare il corso a un dirigente?

L’obbligo formativo riguarda il datore di lavoro. La presenza di deleghe non esclude di per sé l’esigenza di verificare la sua posizione.

Il corso prevede una verifica finale?

Sì, secondo le regole generali dell’accordo sulla verifica di apprendimento.

Verificare e pianificare

Il primo passo è controllare se il corso sia già stato seguito e se sussistano le condizioni previste per crediti o esoneri. In caso contrario va programmato con un soggetto formatore idoneo. Kronos Consulting può supportarti nell’organizzazione dei percorsi di sicurezza sul lavoro e nella pianificazione della formazione aziendale. Contattaci per valutare i prossimi passi.

Le informazioni di questo articolo sono aggiornate a novembre 2026 e hanno carattere generale. Norme e regolamenti possono cambiare: verifica sempre i testi vigenti e confrontati con i tuoi consulenti.

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