Corso antincendio per addetti: livelli, durata e aggiornamenti

Con il DM 2 settembre 2021 la formazione antincendio ha un riferimento aggiornato. Ecco come orientarsi tra livelli, durate, aggiornamenti e idoneità tecnica.

4 min di letturaKronos Consulting

Un principio d’incendio può evolvere rapidamente. Quando accade, conta che le persone sappiano cosa fare, quali mezzi usare e quando evacuare. La formazione degli addetti antincendio è regolata dal decreto ministeriale 2 settembre 2021, noto come decreto GSA, che ha sostituito le precedenti disposizioni su formazione e gestione della sicurezza antincendio in esercizio e in emergenza. Un corso antincendio addetti va quindi scelto in base al rischio e alle attività svolte.

Il riferimento normativo

Il decreto definisce criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio e in emergenza e per i contenuti minimi dei corsi. Si inserisce in un sistema più ampio, che comprende anche il decreto 3 settembre 2021 sui criteri di progettazione antincendio e il decreto 1 settembre 2021 su controlli e manutenzioni. La formazione non va quindi letta da sola.

Il datore di lavoro designa gli addetti, in numero adeguato all’attività e alla struttura aziendale, dopo aver considerato turni, assenze ed eventuali aree differenti.

I tre livelli

Il decreto prevede tre livelli di corso:

  • livello 1: 4 ore, di cui 2 di pratica;
  • livello 2: 8 ore, di cui 3 di pratica;
  • livello 3: 16 ore, di cui 8 di pratica.

La scelta è collegata alla valutazione del rischio di incendio e alle attività svolte, secondo i criteri indicati dalla norma. Non esiste un corso adatto per ogni impresa solo in base al numero di dipendenti. Occorre partire dal documento di valutazione e dal contesto concreto.

L’aggiornamento

Gli addetti devono frequentare l’aggiornamento almeno ogni cinque anni. Le durate minime previste sono:

  • 2 ore per il livello 1;
  • 5 ore per il livello 2;
  • 8 ore per il livello 3.

Occorre programmarlo in anticipo, soprattutto dove sono presenti molti addetti formati nello stesso periodo. Una data dimenticata può lasciare l’azienda priva delle figure adeguate.

L’idoneità tecnica

In alcune attività, indicate dal decreto, è richiesto che gli addetti conseguano un attestato di idoneità tecnica rilasciato dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Si tratta di casi specifici, che vanno verificati nella norma e nel proprio contesto.

L’attestato di partecipazione a un corso e l’idoneità tecnica non coincidono. In presenza di dubbi, conviene chiarire con RSPP e consulente antincendio prima di organizzare il percorso.

Perché la pratica conta

La parte pratica prevede in genere l’uso di estintori e la conoscenza dei mezzi di protezione, oltre a dimostrazioni e simulazioni. Saper leggere l’etichetta di un estintore, scegliere il mezzo idoneo e mantenere una distanza sicura non sono nozioni da imparare in modo soltanto teorico.

La pratica aiuta anche a ridurre il rischio di comportamenti improvvisati. Ad esempio, è importante riconoscere quando un incendio non può essere affrontato in sicurezza e dare priorità all’allarme e all’evacuazione.

Formazione e piano di emergenza

Il corso è efficace se si collega alle procedure dell’azienda. Gli addetti devono conoscere vie di esodo, punti di raccolta, sistemi di allarme, posizione dei presidi e modalità di assistenza alle persone con esigenze particolari. In molte realtà è previsto un piano di emergenza, da aggiornare quando cambiano ambienti o attività.

Le prove periodiche di evacuazione, quando richieste o opportune, sono utili anche per capire se le istruzioni funzionano. Spesso fanno emergere problemi semplici: porte ostruite, segnaletica non chiara, addetti non presenti in determinati turni.

Controllare il numero e la distribuzione

Domande pratiche aiutano a verificare l’organizzazione:

  • gli addetti sono presenti in tutti i turni e nelle diverse sedi?
  • esistono sostituti in caso di ferie o malattia?
  • tutti conoscono i nominativi e il modo per attivarli?
  • i dati degli attestati sono aggiornati?
  • le persone in trasferta o in appalto conoscono le regole del sito?

Se una sola risposta è incerta, conviene approfondire. Un organigramma delle emergenze breve e visibile può facilitare molto la gestione.

Il rischio delle abitudini

Materiali in corridoio, prese sovraccariche, porte tagliafuoco bloccate o depositi temporanei che diventano definitivi sono esempi di abitudini da correggere. La formazione antincendio dovrebbe insegnare anche a riconoscere questi segnali e a segnalarli subito.

Coinvolgere le persone nella prevenzione ha un valore maggiore della semplice lezione sull’uso dell’estintore. Chi lavora ogni giorno in un ambiente può notare un cambiamento prima di chiunque altro.

Domande frequenti

Il titolare può essere addetto antincendio?

In alcune realtà il datore di lavoro può svolgere direttamente questi compiti, alle condizioni previste dal decreto 81. Deve comunque ricevere la formazione adeguata.

Gli attestati precedenti al decreto 2021 sono ancora validi?

Vanno verificati in relazione alle regole di aggiornamento e alle disposizioni transitorie. Conviene controllare data e contenuti con il proprio RSPP.

Organizzare il prossimo corso

La prima verifica riguarda il livello adeguato, la seconda le scadenze degli addetti. Kronos Consulting organizza percorsi nell’area sicurezza sul lavoro e affianca le imprese nella pianificazione della formazione. Per conoscere le soluzioni disponibili, puoi contattarci. La definizione del livello richiesto resta legata alla valutazione del rischio della tua azienda.

Le informazioni di questo articolo sono aggiornate a novembre 2026 e hanno carattere generale. Norme e regolamenti possono cambiare: verifica sempre i testi vigenti e confrontati con i tuoi consulenti.

La tua impresa ha un progetto di crescita? Partiamo dalle competenze.

Contattaci per individuare le opportunità formative più adatte alla tua organizzazione.